Il tè provoca disidratazione? Vero o falso: cosa dicono gli studi

Il tè provoca disidratazione? Vero o falso? Ecco cosa dicono gli studi
Tisane Addict • Il Giornale dell'Infusione

«Un tè non conta, fa solo perdere acqua.» L’abbiamo sentito dire tutti. Abbiamo messo a confronto questo luogo comune con gli studi clinici e il parere delle autorità europee, senza edulcorare la realtà.

Il tè provoca disidratazione? Ecco cosa hanno rilevato due studi clinici

No, se consumato nelle quantità normali, il tè non provoca disidratazione. In uno studio randomizzato pubblicato nel 2011, bere da 4 a 6 tazze di tè nero al giorno non ha mostrato alcuna differenza rispetto alla stessa quantità di acqua per quanto riguarda gli indicatori di idratazione. Un secondo studio del 2016 conferma che il tè non induce una maggiore minzione rispetto all’acqua. L’effetto diuretico della caffeina esiste, ma si manifesta solo a dosi elevate.

L’idea è difficile da smentire e sembra persino logica: il tè contiene teina, la teina stimola la minzione, quindi il tè farebbe perdere più acqua di quanta ne apporti. Alcuni arrivano addirittura a consigliare di bere un bicchiere d’acqua per ogni tazza, giusto per «compensare ». Noi di Tisane Addict preferiamo verificare prima di ripetere. Abbiamo quindi esaminato gli studi clinici che hanno affrontato la questione in modo approfondito, analizzandone i risultati, ma anche i limiti e le fonti di finanziamento. Ecco il verdetto dettagliato.

1. Da dove nasce l'idea che il tè disidrati?

Il punto di partenza è reale: la caffeina, che nel tè viene chiamata teina ma che è esattamente la stessa molecola, ha un effetto diuretico. Il problema sta nella semplificazione eccessiva. Questo effetto è stato osservato soprattutto con dosi elevate di caffeina, spesso somministrate sotto forma di compresse, in persone che non ne facevano abitualmente uso. Una tazza di tè, invece, è composta quasi interamente da acqua, con una dose moderata di caffeina. È proprio dal trasporre l’uno all’altro senza misurare che è nato il mito.

2. Cosa dicono gli studi, con i dati a sostegno

2011

Ruxton & Hart, British Journal of Nutrition

21 uomini in buona salute, studio randomizzato incrociato: 4 o 6 tazze da 240 ml di tè nero con un goccio di latte (pari a 168 o 252 mg di caffeina), rispetto alla stessa quantità di acqua. Risultato: nessuna differenza significativa nei marcatori ematici e urinari di idratazione. Leggi lo studio

2016

Maughan et al., American Journal of Clinical Nutrition

72 volontari, 13 bevande comuni testate in dosi di un litro ciascuna. Nelle quattro ore successive, la quantità di urina prodotta dopo l’assunzione di tè caldo, tè freddo o caffè non è risultata diversa da quella osservata dopo l’assunzione di acqua. Leggi lo studio

400 mg al giorno

EFSA, parere sulla sicurezza della caffeina (2015)

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ritiene che un consumo giornaliero di caffeina fino a 400 mg, da qualsiasi fonte, non comporti rischi per la salute di un adulto in buona salute (200 mg per le donne in gravidanza o in allattamento). Leggi la recensione

Per chiarire meglio il concetto, un piccolo calcolo basato sullo studio del 2011: 168 mg distribuiti su 4 tazze, il che equivale a circa 42 mg di caffeina per tazza di tè nero nelle condizioni dello studio. Le 6 tazze del gruppo con il consumo più elevato rimanevano quindi ben al di sotto del limite di 400 mg fissato dall’EFSA e non hanno alterato l’equilibrio idrico.

3. Vero o falso: 5 luoghi comuni messi alla prova

FALSO

«Una tazza di tè fa perdere più acqua di quanta ne apporti.» I due test citati non evidenziano alcuna perdita netta rispetto all’acqua nelle quantità sottoposte a prova.

FALSO

«Bisogna bere un bicchiere d’acqua per ogni tazza di tè.» Nulla in questi studi giustifica questa «compensazione»: il tè rientra a pieno titolo nei liquidi assunti durante la giornata.

VERO

«La caffeina ha un effetto diuretico.» Sì, ma si manifesta soprattutto a dosi elevate e si attenua nei consumatori abituali. Nelle quantità tipiche del consumo quotidiano di tè, non è risultato rilevabile negli studi.

FALSO

«Il tè verde disidrata meno del tè nero.» Nessuno degli studi citati ha messo a confronto i due. Ciò che varia realmente è la quantità di caffeina, a seconda delle foglie, del dosaggio e del tempo di infusione, non una proprietà legata al colore del tè.

VERO

«Le tisane non contengono teina.» Verbena, camomilla, rooibos, foglie di lampone: queste piante non derivano dalla pianta del tè e non ne contengono. Unica eccezione degna di nota tra le tisane più comuni: il mate, che contiene caffeina.

4. I limiti da conoscere, perché vi dobbiamo onestà

Queste conclusioni sono solide, ma hanno un ambito limitato. Lo studio del 2011 ha coinvolto 21 uomini a riposo, in laboratorio: non è possibile estenderne i risultati senza cautela a uno sforzo fisico intenso o a condizioni di forte calore. Entrambi gli studi sono stati inoltre finanziati da organismi legati al settore: il Tea Advisory Panel per il primo, l’European Hydration Institute per il secondo. Ciò non li invalida, poiché sono stati pubblicati su riviste sottoposte a revisione paritaria, ma è un’informazione che preferiamo fornirvi piuttosto che tacere.

Infine, «non disidrata» non significa «senza limiti». La caffeina rimane soggetta ai valori di riferimento dell’EFSA, e chi è sensibile a questa sostanza farebbe bene a passare a una tisana la sera, come abbiamo spiegato nella nostra guida tè o tisana dopo il pasto. Per qualsiasi domanda relativa a una situazione medica specifica, è necessario rivolgersi a un operatore sanitario.

Da ricordare

  • Se consumato nelle quantità abituali, il tè non provoca disidratazione: due studi clinici non hanno riscontrato alcuna differenza rispetto all’acqua.
  • L'effetto diuretico della caffeina è reale, ma è legato alle dosi elevate.
  • Raccomandazione dell’EFSA: fino a 400 mg di caffeina al giorno per un adulto in buona salute.
  • Le tisane non contengono teina, tranne il mate.

Domande frequenti: tè e idratazione

Il tè va conteggiato nella quantità di acqua che si beve ogni giorno?

Secondo gli studi clinici disponibili, sì: alle dosi testate (fino a 6 tazze al giorno nello studio del 2011), il tè non ha mostrato alcuna differenza rispetto all’acqua per quanto riguarda i marcatori di idratazione. L’acqua rimane la bevanda di riferimento, ma il tè non va escluso dal totale.

Perché dopo aver bevuto un tè si ha voglia di urinare?

Innanzitutto perché si è appena bevuto un certo volume di liquido, come nel caso di un grande bicchiere d’acqua. Lo studio del 2016 dimostra proprio che, nell’arco di quattro ore, il tè non induce una maggiore produzione di urina rispetto alla stessa quantità di acqua.

Quante tazze di tè si possono bere al giorno?

Il valore di riferimento ufficiale riguarda la caffeina, non le tazze: l’EFSA fissa a 400 mg al giorno il limite per un adulto in buona salute, considerando tutte le fonti, e a 200 mg durante la gravidanza o l’allattamento. Il contenuto di una tazza varia a seconda del tipo di tè, della dose e del tempo di infusione, quindi è necessario sommarlo a quello del caffè, delle bevande gassate e del cioccolato.

Il tè freddo disidrata di più?

No: lo studio del 2016 ha testato il tè freddo allo stesso modo del tè caldo, senza riscontrare alcuna differenza rispetto all’acqua. Bisogna solo fare attenzione alle versioni industriali molto zuccherate, che sono tutta un’altra storia: un tè freddo fatto in casa rimane la scelta più sicura.